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DAPRA’: “Bisogna mettere in vetrina ciò che sappiamo fare meglio”

Emanuele Arturo Saquegna

Lunedì 23 maggio 2022 la Sezione AIA di Trento ha avuto il piacere di ricevere la visita del Comitato Provinciale Arbitri di Trento (CPA Trento) per l’ultima Riunione tecnica obbligatoria della stagione. Presenti in Sezione, con una buona e attenta cornice di associati, la squadra al completo dell’Organo Tecnico Provinciale (OTP): il presidente Giorgio Daprà, il vice-presidente Emanuele Battaia e i componenti Francesco Cirillo, Angelino Iuliano, Massimo Tedoldi e Giuseppe Ziliani.

A prendere la parola per primo è stato proprio il presidente Daprà, Arbitro Benemerito al suo settimo anno alla guida degli arbitri trentini, che ha invitato fin da subito i presenti ad interrogarsi, ognuno personalmente, su quale sia la propria inclinazione e ambizione nell’arbitraggio, evidenziando come questo mondo possa regalare soddisfazioni in tutte le sue diverse dimensioni a partire dal Calcio a 5 fino alla carriera da assistente o da osservatore arbitrale, aprendo in questo senso già la strada per il successivo intervento degli altri componenti.

Il presidente ha poi presentato quale sarebbe stato il succo del suo intervento: la messa in pratica in campo alcune delle “5 W inglesi” (who, what, when, where, why e quindi: Chi, cosa, quando, dove e perché). Dall’analisi di queste parole ha fatto subito notare come nella lingua e nella cultura inglese, a differenza della tradizione latina, non ci sia spazio per il dubbio (non esiste ad esempio un analogo inglese per il termine latino Quomodo), un atteggiamento, quello di decisione e fermezza che va assunto necessariamente anche in campo, tant’è che diventa determinante l’agire velocemente e con sicurezza. La decisone va comunicata con un mezzo adeguato, valutandone anche il conseguente effetto. E’ da qui che Daprà è passato ad un fattore che ad oggi – a suo dire – “rivoluziona l’arbitraggio”, cioè la comunicazione, intesa, sul rettangolo verde, come somma di tempestività e ragionamento, utile perché si possa “Mettere in vetrina ciò che sappiamo fare meglio” e quindi la conoscenza del ragionamento che può emergere solo quando c’è immediatezza e precisone nell’azione, oltre che nel ragionamento, che rimane anch’esso elemento indispensabile.

L’Arbitro Benemerito è allora passato all’analisi di un altro elemento, da lui definito come focal point per l’andamento della gara, ovvero la gestione dei leader in campo, aspetto che risponde, ricollegandosi al discorso di prima, al Who? (Chi?). Bisogna abituarsi a preparare la gara, a riconoscere gli elementi di spicco e di disturbo per ogni squadra, mantenendo, in ogni caso, nel rapportarsi con le parti sul terreno di gioco, sempre un rapporto di fiducia e rispetto reciproco. Particolare attenzione è stata dedicata anche al comportamento da adottare nelle cosiddette Mass Confrontation: bisogna sempre uscire da tali situazioni di acceso confronto tra i tesserati in campo con almeno due provvedimenti disciplinari, utile strumento per porre subito un freno al dilagare del dissenso, chiedendosi anche il perché (Why?) si sia arrivati ad una situazione di tal tensione e, eventualmente, conformare il proprio atteggiamento agli indizi percepibili dal campo, ad esempio abbassando/alzando la soglia dei falli. Allo stesso tempo un bravo arbitro deve capire anche quando intervenire ed imporsi, individuando i momenti di rottura della gara (When?, quando? ), momenti chiave che, se ben sfruttati, fanno gran parte della prestazione.

Dunque, dopo aver praticamente delineato con il suo intervento quello che deve essere il modus operandi dell’arbitro ideale, il presidente ha ceduto la parola a Massimo Tedoldi (responsabile degli assistenti), prima, ed a Francesco Cirillo (responsabile del Calcio a 5), poi.

I due componenti del CPA hanno voluto evidenziare, facendo ognuno un rapido resoconto della stagione appena conclusa, come ragazzi dell’Organo tecnico sezionale, utilizzati come assistenti o arbitri di Futsal, abbiano, in gran parte dei casi, offerto, oltre che grande disponibilità, prestazioni più che convincenti, facendo esperienze in provincia che evidentemente hanno aiutato loro a migliorare anche nella consueta attività da arbitro effettivo svolta in Sezione. Un dato che anche lo stesso Daprà ha dichiarato aver riscontrato per gli arbitri sezionali utilizzati in alcune gare di Prima categoria delegate alla Sezione. Tedoldi e Cirillo hanno poi invitato i presenti interessati a partecipare, rispettivamente, ai corsi per assistente arbitrale e per il regolamento del Calcio a 5, entrambi organizzati dallo stesso CPA con l’obiettivo di avere un organico ancor più numeroso e formato, che prevedono anche alcune lezioni pratiche sui terreni di gioco e che si stanno svolgendo proprio in queste settimane.

Ha preso poi la parola, in conclusione, il presidente sezionale Francesco Scifo che ha ringraziato e congedato i graditi ospiti e gli altri presenti con l’augurio che quest’ultimo stimolante incontro stagionale possa essere stato utile, soprattutto per le new entries degli ultimi corsi e i più giovani, a conoscere ed approcciarsi alla realtà del CPA Trento, con la speranza che quanto prima tanti ragazzi dell’Organo tecnico sezionale possano approdare all’OTP compiendo il primo ed importante passo per un’appagante carriera arbitrale.